Etica:

CASA therapy ha come supporto, per lo svolgimento etico della professione, il Codice deontologico degli architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori, italiani.

Tali norme prevedono la massima chiarezza nei rapporti con i clienti e l’assunzione consapevole delle responsabilità nel proporre e  accettare un incarico  in quanto: Il Professionista deve svolgere l’attività professionale secondo scienza, coscienza e con perizia qualificata.

Il Professionista ha l’obbligo di rifiutare l’incarico quando riconosca di non poterlo svolgere con sufficiente cura e con specifica competenza.”

 “Il rapporto con il Committente è di natura fiduciaria e deve essere improntato alla massima lealtà e correttezza. Il Professionista deve eseguire diligentemente l’incarico conferitogli, purché questo non contrasti con l’interesse pubblico e fatta salva la propria autonomia intellettuale e tecnica.

  Il Professionista deve rapportare alle sue effettive possibilità d’intervento ed ai mezzi di cui può disporre, la quantità e la qualità degli incarichi e deve rifiutare quelli che non può espletare con sufficiente cura e specifica competenza.”

 Inoltre ci impegniamo da sempre ad affiancarci al cliente sostenerlo e agevolandolo in ogni situazioni,

soprattutto, come previsto dal codice deontologico non accettiamo compensi o percentuali dai fornitori ma ci impegniamo affinché al cliente venga sempre garantito il rapporto ottimale tra qualità e prezzo.

L’attività di vendita della società CASA therapy è separata da quella professionale e nel caso il cliente, tra le varie idee proposte, scegliesse degli oggetti e degli elementi d’arredo  venduti da CASA therapy avrà tutte le agevolazioni economiche possibili, sollecitamente e chiaramente comunicate.

 

Ci teniamo anche a sottolineare che ci siamo impegnati a sostenere la campagna dell’ordine degli architetti di Bologna : ” La qualità non è in svendita” . Pertanto: “La richiesta di compensi, palesemente sottostimati rispetto all’attività svolta, o l’assenza di compensi, viene considerata pratica anti concorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri di mercato e costituisce grave infrazione disciplinare.”